Notizia scritta il 06/11/10 alle 08:02. Ultimo aggiornamento: 07/11/10 alle: 09:16

IMMIGRATI SULLA TORRETTA A MILANO PER IL PERMESSO DI SOGGIORNO

Nove immigrati sono saliti sulla torretta “Carlo Erba” di via Imbonati, angolo via Bovio, a Milano, in solidarietà agli immigrati di Brescia che sabato scorso sono saliti sulla gru nel cantiere per la metropolitana di Brescia, per protestare contro la mancata regolarizzazione di coloro che si trovavano in Italia nel momento in cui il “Pacchetto Sicurezza” ha trasformato lo status di irregolare nel reato di clandestinità

Guarda il video su CTV

Occupazione-torre-ex-Carlo-Erba-

“Chiediamo che venga concesso il permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria, che in quanto tale deve “sanare” tutte le irregolarità precedenti, compresa la posizione di chi ha il reato di “clandestinità”; che venga allungata la durata del permesso di soggiorno, visto che le questure ci impiegano dai 9 e più mesi ogni volta per rinnovarlo e che venga esteso a chi perde il lavoro e ne sta cercando un altro, tanto più in questi tempi di crisi”

Comitato Immigrati in Italia – Milano.

Questa mattina alle 10.30 assemblea sotto
la torretta per decidere le iniziative della settimana.

Ascolta la corrispondenza di questa mattina con Marcelo dalla torretta occupata a Milano

5 novembre 2010


Gli immigrati salgono su una torre per protesta

Oggi 5 novembre 2010 siamo saliti sulla torre di via Imbonati anzitutto per manifestare la nostra solidarietà ai nostri compagni immigrati di Brescia, che da sabato scorso sfidano il freddo e le intemperie in un gesto estremo di protesta contro la condizione cui siamo costretti a vivere.

La protesta di noi immigrati nasce infatti dalle profonde ingiustizie cui ci condanna lo Stato italiano, che attraverso la legge Bossi Fini non permette a chi lo desidera di regolarizzarsi e condanna molti di noi, che lavorano, alla condizione di clandestini, ora divenuta anche reato.

La sanatoria del 2009 poteva aiutare alcuni di noi, ma è stata studiata e gestita non per permetterci di uscire dalla forzata clandestinità, ma per far trarre il massimo beneficio alle casse dello Stato (attraverso i contributi versati a fondo perduto e alla gabella dovuta per presentare la domanda di sanatoria, ovviamente non rimborsabile in caso di rifiuto) e a quegli imbroglioni, soprattutto italiani, che in cambio di molto denaro avevano garantito di sbrigare le pratiche e assicurarci il permesso di soggiorno. Così siamo stati truffati due volte: dallo Stato, e dai parassiti che in un paese come questo traggono dall’alto l’ispirazione per i loro loschi comportamenti, sicuri della propria impunità.

Inoltre, alla truffa si sta aggiungendo la presa in giro: molti di noi hanno visto rifiutarsi il permesso di soggiorno perché erano stati precedentemente trovati senza documenti e dunque macchiati del reato di “clandestinità”, oppure perché alla data di presentazione della domanda, più di un anno fa, avevano un contratto a tempo determinato (cosa che ci accomuna alla stragrande maggiornaza degli italiani che trovano lavoro in questi anni di precarietà diffusa) che ora, grazie alle lungaggini delle questure, sta per scadere e dunque non viene considerato “valido” per ottenere il permesso.

Noi però ci siamo stufati di essere trattati come bestie, sfruttati nei luoghi di lavoro per salari più bassi di quelli dei nostri colleghi, addetti ai lavori più duri e dequalificati anche se abbiamo lauree e professionalità alte, guardati sempre male se camminiamo per la strada o chiacchieriamo nelle piazze come sse fossimo tutti delinquenti, e in più spremuti quando serve fare cassa da uno Stato che in cambio non ci dà nulla, nemmeno la dignità di essere riconosciuti come persone e non come “stranieri”. Per questo ora diciamo basta, chiediamo il rispetto che si deve a persone che lavorano, pagano le tasse, contribuiscono alla ricchezza del paese e al benessere di questa Italia.

Chiediamo che venga concesso il permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria, che in quanto tale deve “sanare” tutte le irregolarità precedenti, compresa la posizione di chi ha il reato di “clandestinità”; che venga allungata la durata del permesso di soggiorno, visto che le questure ci impiegano dai 9 e più, mesi ogni volta per rinnovarlo e che venga esteso a chi perde il lavoro e ne sta cercando un altro, tanto più in questi tempi di crisi.

Comitato Immigrati in Italia – Milano per contatti con gli occupanti della torre: 347-0672632

VIDEO DA BRESCIA DOPO LA NOTIZIA DELL’OCCUPAZIONE DELLA TORRETTA A MILANO – DA CTV

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