Notizia scritta il 17/02/11 alle 11:48. Ultimo aggiornamento: 18/02/11 alle: 11:53
LA RIVOLTA SI ALLARGA A LIBIA E BAHREIN
Giornata della collera oggi in Libia. Gli oppositori del regime di Mummar Gheddafi hanno lanciato un appello a manifestare in tutto il paese. Il regime ha messo subito in campo i suoi strumenti repressivi. Nella notte ad Al Beida, terza città del paese, le forze governative sono intervenute contro decine di giovani scesi in strada per gridare la loro opposizione al regime. I guardiani del regime, secondo alcuni testimoni citati dai siti web dell’opposizione, sono intervenuti anche utilizzando elicotteri che avrebbero aperto il fuoco sui manifestanti. Il bilancio conclusivo degli scontri di Al Beida è ancora incerto: secondo le ong libiche i morti sarebbero 4, 9 secondo l’opposizione, altre fonti, sempre dell’opposizione, parlano invece di 13 morti. I media di regime ieri hanno velato completamente le proteste, riportando solo la notizia delle manifestazioni a favore del regime, che si sono svolte a Tripoli, Bengasi, Sirte e Sebha. Gli scontri di Bengasi, che ieri hanno visto protagonisti oppositori del regime da una parte, forze di polizia e sostenitori di Gheddafi dall’altra, non sono stati coperti nemmeno dalla stampa ritenuta più riformista. I media hanno preferito ricordare il quinto anniversario, che cade oggi, dell’attacco al consolato italiano di Bengasi nel 2006 da parte di un gruppo di libici per protestare contro le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli, giudicate offensive per i musulmani. Ascolta l’analisi del nostro collaboratore Sauro Di Giovanbattista.
Notte di scontri anche in Barheim. Le forze governative sono intervenuto per sogmberare piazza delle Perle, nella capitale Manama, da quattro giorni occupata da migliaia di dimostranti sciiti che chiedono “la caduta del regime” della dinastia sunnita dei Khalifa, al potere da due secoli e mezzo. Le forze di sicurezza del Bahrein hanno forzato l’evacuazione scatenando i tentativi di resistenza dei manifestanti. Il bilancio complessivo della repressione anche qui è molto incerto, secondo l’opposizione si parla di 4 morti, AlJazeera riferisce di 5 morti e un numero imprecisato di feriti, comunque più 50. Tra loro alcuni sarebbero feriti gravemente, e questo potrebbe far aumentare ancora il numero dei morti. Ancora secondo l’opposizione ci sarebbero 60 dispersi.
Al momento decine di blindati dell’esercito hanno preso posizione ai bordi della piazza delle Perle di Manama. L’esercito ha lanciato un appello tramite la telelvisione invitando la popolazione ad evitare le strade centrali della capitale. Sulla carta il Barheim risulterebbe essere un paese ritenuto ricco, con un pil procapite di 27.214 dollari, al 33esimo posto nella classifica mondiale, di poco sotto l’italia che si attesta al 29esimo posto. Cosa contestano allora i manifestanti? Lo abbiamo chiesto a Nicola Sessa redattore del portale Peacereporter.
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