Notizia scritta il 21/03/11 alle 19:39. Ultimo aggiornamento: 21/03/11 alle: 19:39

BRESCIA SI MOBILITA IN VISTA DEL REFERENDUM SULL’ACQUA

Anche si mobilita in vista del abrogativo di questa primavera.  Manca ancora una data certa per il , il governo vorrebbe il 12 giugno, ultima domenica disponibile per legge, mentre in tutta Italia il comitato si sta muovendo per cercare di accorpare la consultazione alle amministrative. In questo senso nei giorni scorsi è stata presentata una lettere al prefetto di affinchè ” si faccia portavoce delle richieste del comitato verso il governo”.

Sono diverse le iniziative organizzate dal comitato “due si per l’ bene comune” a partire dall’assemblea informativa di domani sera, martedì 22 marzo alle 20:30 al salone Comboniani di via Venezia 116 a Brescia, per presentare questa campagna referendaria e per raccogliere le adesioni per il pullman che è stato organizzato per sabato, in vista della grande romana in difesa dell’acqua pubblica ( è possibile prenotarsi anche chiamando in radio al 030 45670). Ascolta Fabrizio Valli, portavoce del comitato lovale bresciano “due si per l’acqua bene comune”.

All’assemblea di domani sarà presente Marco Bersani, del comitato nazionale referendario.Manifestazione quella romana che vuole più in generale rivendicare anche difesa dei beni comuni, della democrazia e per fermare il nucleare.  

Di seguito vi riportiamo il comunicato del comitato acqua bene comune.

VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,dei diritti, della democrazia

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.

Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

 Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a sabato 26 marzo 2011.

 Una manifestazione aperta, allegra e plurale.

Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.

E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.

Perché solo la partecipazione è libertà.

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

 

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