Notizia scritta il 31/03/11 alle 18:36. Ultimo aggiornamento: 01/04/11 alle: 18:09

LIBIA: SCONTRI A MISURATA, LA NATO ANNUNCIA L’ENNESIMA IPOCRITA INCHIESTA

Venti civili sono rimasti uccisi oggi in di artiglieria delle forze filo-Gheddafi contro , città costiera ancora in mano agli insorti. Un portavoce del governo ha fatto sapere che il rais e i suoi figli sono in e intendono restarci ‘fino alla fine’. Intanto il regime perde pezzi. Il ministro libico degli Affari esteri, Mussa Kussa, ha annunciato qualche ora fa le dimissioni, dopo essere fuggito a Londra. L’ex capo della diplomazia di Tripoli, fino a ieri uomo di punta del regime di Muammar Gheddafi, è arrivato nella capitale britannica dopo essere rimasto per due giorni in Tunisia, per quella che lo stesso Kussa – accusato d’essere la mente dell’attentato di Lockerbie – aveva definito una “visita privata”. Da strage a strage: la ha annunciato un’ sulle notizie di stampa relative alla morte di almeno 40 civili a Tripoli, provocati dai raid dei caccia. La notizia di donne, uomini e bambini uccisi dalle bombe “umanitarie” rinforza la mobilitazione nazionale di sabato 2 aprile in diverse piazze d’Italia. Sul perchè della mobilitazione sentiamo  Maso Notarianni, di Emergency e neodirettore del mensile “E”.

Centrale in quella giornata anche il tema dei profughi, come ricorda ai nostri microfoni Eva dell’associazione Strike Yo migro, che ha aderito alla campagna Welcome.

 

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