Notizia scritta il 07/04/11 alle 12:54. Ultimo aggiornamento: 08/04/11 alle: 12:48

STRAGE MIGRANTI: RIPRESE LE RICERCHE, POCHE LE SPERANZE

Riprese stamani le ricerche degli oltre 250 dispersi da martedì notte nel Canale di Sicilia. Si punta soprattutto a recuperare i corpi: molto difficile, infatti, che ci possa essere qualche sopravvissuto, oltre ai 53 già rintracciati e portati a nelle ore immediatamente successive al naufragio. Oggi anche a loro toccherà il trasferimento nei lager temporanei allestiti dal governo per fronteggiare questa vera o presunta emergenza . Sono più di mille i migranti che dovrebbero essere deportati in giornata.

Stamattina il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha riferito in parlamento proprio sulla questione migranti. “Tutti i cittadini tunisini che sbarcheranno in Italia saranno rimpatriati” ha detto Maroni, illustrando l’accordo siglato con la . Il rimpatrio, ha proseguito il ministro, avverrà “attraverso procedure semplificate, che prevedono l’intervento dell’autorità consolare”. Dunque, secondo Maroni, “sulla carta l’accordo c’è: si tratta ovviamente di farlo applicare e questo è compito del governo, che ieri ha attivato un gruppo di lavoro proprio per seguire passo passo l’attuazione dell’accordo”. Come è stata accolta in l’intesa con l’Italia? Lo abbiamo chiesto a Fulvio Massarelli, attivista impegnato in questi giorni in Tunisia nelle iniziative del Forum sociale tunisino e nella carovana Uniti per la libertà.

“Domani mattina -ha poi spiegato Maroni- incontrerò il ministro dell’Interno francese, per trovare un accordo sul fatto che verrà dato un permesso temporaneo. Siccome la stragrande maggioranza di quelli che sono qua dicono di volere andare in Francia per ricongiungersi ai familiari, e volendo evitare quella che in Francia hanno già definito una crociata contro l’Italia, lo incontrerò per definire un sistema di intervento comune”. Il governo di Parigi però sembra voler andare avanti da solo, e infatti Maroni ha parlato di “atteggiamento ostile” da parte della Francia.

Stando ai media transalpini, il ministero dell’Interno francese ha diramato ieri a tutte le prefetture una circolare con le istruzioni per limitare l’impatto dell’arrivo dei migranti. In base alle disposizioni ministeriali, chi arriverà con in mano il permesso di soggiorno temporaneo concesso dall’Italia, dovrà avere un “passaporto nazionale valido” ed “essere in grado di giustificare lo scopo e le condizioni” del viaggio in Francia. In pratica, si tratta di un’interpretazione rigidissima delle limitazioni alla libera circolazione previste dal trattato europeo di Schengen. Parigi non vuole “subire un’ondata di immigrazione” tunisina dall’Italia ha detto oggi il ministro dell’Interno francese, Claude Gueant.

Ma torniamo alla relazione di Maroni, conclusasi alla Camera con il deputato dell’Idv Pierfelice Zazzera che mostrava un cartello con scritto “Maroni assassino”. Prima di leggere le accuse di Zazzera, il ministro aveva trovato il tempo per criticare ancora una volta l’Unione europea, a cui i governanti italiani riconoscono valore istituzionale soltanto quando fa loro comodo, ovvero quando Bruxelles deve concedere aiuti. “Non è possibile -ha detto Maroni- che l’Italia, in quanto Paese di frontiera, venga lasciata sola a negoziare accordi bilaterali con i singoli Paesi del Maghreb”.

“Non può essere lasciato tutte sulle spalle dei Paesi rivieraschi, sulle spalle dell’Italia. Servono -ha detto Maroni- politiche di aiuto economico e il rilancio della politica di sviluppo e cooperazione internazionale. L’evolversi degli eventi richiede un coinvolgimento europeo: la suddivisione degli oneri che gli Stati di confine sopportano per l’immigrazione clandestina e per l’arrivo dei rifugiati”. Il ministro dell’Interno ha quindi snocciolato le cifre dell’emergenza: 390 sbarchi in Italia dall’1 gennaio al 6 aprile, 25.867 persone arrivate, soprattutto di origine tunisina, quasi tutte sulle isole Pelagie, Lampedusa in primis. Ma com’è oggi la situazione sull’isola siciliana? Lo abbiamo chiesto a Toni Scardamaglia, attivista del Forum antirazzista di Palermo in corrispondenza la Lampedusa.

Domani parte anche la carovana “Uniti per la libertà” diretta in Tunisia. La presentiamo insieme a Francesca.

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