Notizia scritta il 14/04/11 alle 18:13. Ultimo aggiornamento: 14/04/11 alle: 18:13

LIBIA: LA NATO CONTINUA A BOMBARDARE, SEIMILA MIGRANTI BLOCCATI A MISURATA

La Nato continuerà le operazioni militari in fino a quando “tutte le violenze contro la popolazione civile saranno cessate”. E’ questo il sibillino impegno assunto dai 28 stati occidentali al Consiglio Esteri di Berlino. Poco dopo queste parole, un raid aereo della Nato è partito su Tripoli. E’ stata udita una forte esplosione in particolare nel settore di Bab Al Aziziya, residenza di . Per la Tv di Stato libica ci sono numerose vittime civili sotto le bombe alleate. Un violento scambio di
proiettili ha invece avuto luogo oggi pomeriggio ad Ajdabiya, nell’est della Libia

Torniamo al vertice tedesco, dove l’Italia “esclude” la “fornitura di armi pesanti” agli insorti, ma secondo “c’é invece una riflessione in corso sulla possibilità di un sostegno militare con strumenti di telecomunicazioni, veicoli, attrezzatura per la visione notturna”. Il governo italiano è invece “riluttante ad accettare l’appello fatto alla coalizione” ad un impegno  maggiore in Libia, ossia a sganciare direttamente bombe attraverso i propri aerei. Per il titolare della Farnesina “l’Italia  prenderà una decisione collegiale nel Consiglio dei ministri, ma vi è riluttanza”. Il servizio con Giulietto Chiesa, giornalista e analista di questioni internazionali.

Solo stamani gli insorti avevano chiesto di intensificare il lancio di missili e bombe contro le forze di Gheddafi, “altrimenti – avevano detto sempre i rivali del Colonnello – a sarà un massacro”: dalla città assediata arriva oggi la notizia di almeno 23 morti sotto i bombardamenti del regime.

Cresce intanto la preoccupazione dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni per la sorte degli almeno 6.000 migranti stranieri bloccati  proprio a Misurata e le cui condizioni appaiono sempre più gravi. Una nave noleggiata dall’Oim è in viaggio verso il porto della città per portare aiuti e procedere all’evacuazione di un primo gruppo di circa mille migranti. Dei 6.000 in attesa di evacuazione, circa due terzi sono egiziani, molti sono nigerini, altri bengalesi, ghanesi, sudanesi e nigeriani e di altre nazionalità, come gli iracheni e tunisini, molti gravemente disidratati e deboli.

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