Notizia scritta il 28/04/11 alle 12:02. Ultimo aggiornamento: 28/04/11 alle: 18:00
LA LIBIA SPACCA IL GOVERNO, 3 MAGGIO IL VOTO ALLA CAMERA
La guerra in Libia continua a spaccare il governo. Berlusconi sembra pronto a sfidare la Lega sulla partecipazione degli aerei italiani ai raid contro Gheddafi, decisa dal premier lunedì e fortemente criticata dal Carroccio, fin dall’inizio ostile all’intervento armato in Libia. Da un lato, Berlusconi ostenta sicurezza, lasciando intendere di non essere assolutamente preoccupato da un eventuale voto parlamentare sulla questione, che rischierebbe però di far cadere il governo in minoranza se la Lega votasse contro. Dall’altro lato, il premier appare ancora fiducioso di trovare un’intesa con l’alleato padano, soprattutto con Umberto Bossi.
Anche il Carroccio in effetti potrebbe trovare sconveniente una crisi di governo alla vigilia delle elezioni amministrative. L’impressione è comunque che la Lega, essenziale per la tenuta dell’esecutivo, stia applicando ancora una volta la sua strategia preferita: dire no per poter poi trattare le condizioni del sì. In ogni caso, i malumori e le frizioni nella maggioranza sono evidenti e non riguardano soltanto la partita libica. Nell’occhio del ciclone c’è ancora una volta il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, accusato oggi dal Giornale di Berlusconi di essere il mandante delle scelte leghiste per guadagnare potere nel governo.
Nel frattempo la guerra prosegue. L’artiglieria di Gheddafi ha colpito nella notte la città costiera di Misurata, sempre in mano agli insorti e sempre assediata dai lealisti. Fonti mediche parlano di 7 morti e 4 feriti nell’attacco, che ha preso di mira un checkpoint dei ribelli. Gli scontri sarebbero inoltre divampati anche nell’oasi di Cufra, nel sud-est del Paese, in una zona rimasta finora ai margini del conflitto.
Ascolta l’analisi di Manlio Dinucci, giornalista del Manifesto
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