Notizia scritta il 09/05/11 alle 11:30. Ultimo aggiornamento: 10/05/11 alle: 17:23
MIGRANTI LASCIATI MORIRE NELL’INDIFFERENZA DELL’UE E DALLA NATO? LE DENUNCE DI GUARDIAN E L’UNITA’.
“Decine di migranti africani sono stati lasciati morire di fame e di sete nel mar Mediterraneo”, dopo che unità militari europee e della Nato hanno ignorato le loro richieste di aiuto.
La denuncia, dura e documentata, arriva oggi dal quotidiano britannico The Guardian.
Secondo il giornale londinese alla fine di marzo, una barca con 72 persone a bordo, tra cui donne, bambini e rifugiati politici, è andata alla deriva mentre cercava di raggiungere l’isola di Lampedusa. Solo 11 di loro sono riusciti a sopravvivere dopo 16 giorni in balia del mare: un lasso di tempo in cui nessuno avrebbe prestato soccorso all’imbarcazione.
Stando all’indagine condotta dal quotidiano britannico, la barca sarebbe partita da Tripoli il 25 marzo scorso, alla volta di Lampedusa. A bordo c’erano 47 etiopi, sette nigeriani, sette eritrei, sei ghanesi e cinque sudanesi.
I problemi cominciano dopo solo 18 ore di navigazione: i migranti contattano allora padre Moses Zerai, prete eritreo che vive a Roma, il quale a sua volta contatta la Guardia costiera italiana. Gli ufficiali riferiscono a padre Zerai che la barca è stata localizzata a circa 60 miglia a largo da Tripoli e che sono state allertate le autorità competenti.
Poco dopo, sull’imbarcazione in difficoltà appare un elicottero con insegne militari, da cui vengono gettati acqua e cibo. Il pilota invita i migranti, a gesti, a mantenere la loro posizione, garantendo sul prossimo arrivo di una nave per soccorrerli. Ma non arriva nessuno.
Per il Guardian, nessun Paese ha però ammesso ad oggi di aver inviato l’elicottero.
La barca – hanno ancora raccontato i sopravvissuti citati dal giornale – aveva solo 20 litri di carburante, ma secondo il capitano potevano farcela a raggiungere Lampedusa. Un errore fatale: il 27 marzo ormai avevano perso la direzione, finito il carburante ed erano in balia delle correnti. Ad un certo punto, il 29 o 30 marzo, la nave è passata vicino ad una portaerei della Nato, così vicino che sarebbe stato impossibile non vederla, ha riferito ancora uno dei sopravvissuti. Due caccia si sono levati in volo e hanno sorvolato bassi la barca, mentre i migranti indicavano i due bambini. Da allora in poi, nessun aiuto.
“Noi avevamo allertato Malta che la nave si stava dirigendo nella sua zona di competenza e abbiamo lanciato un allarme alle navi in navigazione”, ha detto un ufficiale italiano al cronista inglese. Da parte loro, le autorità maltesi hanno però negato ogni coinvolgimento nella vicenda.
La portaerei affiancata dal barcone sarebbe la francese Charles De Gaulle. Le autorità transalpine hanno inizialmente negato la loro presenza nella zona, ma di fronte alle prove mostrate dal Guardian un portavoce governativo è stato costretto al silenzio, non avendo più smentite di sorta da pronunciare. Secondo la Nato invece, non risulta alcuna registrazione riguardo a navi in pericolo o incidenti.
LAMPEDUSA – Niente sbarchi e niente avvistamenti nel frattempo durante la notte a Lampedusa, dopo il naufragio avvenuto all’alba di ieri davanti al porto, dove si è consumata l’ennesima tragedia (3 morti e 525 persone salvate in acqua). Restano un migliaio i migranti sull’isola, che dovrebbero essere deportati in giornata verso le cosiddette “strutture di accoglienza” con la nave Exclesior. Ieri sera era stata invece la Flaminia a trasferire da Lampedusa circa 1.300 persone.
Ascolta l’intervento del giornalista Gabriele Del Grande che denuncia come le partenze dei profughi dalle coste libiche siano cooptate dai militari di Gheddafi.
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