Notizia scritta il 04/07/11 alle 17:19. Ultimo aggiornamento: 05/07/11 alle: 16:11

NO TAV: “MA QUALI BLACK BLOC, E’ RESISTENZA POPOLARE”.

In Valle di Susa alla manifestazione di ieri “non c’erano black bloc, ma solo persone, in grandissima parte della Valle di Susa, che si erano equipaggiati con caschetti e maschere antigas per difendersi dopo quello che era successo lunedì. Ma erano tutti a mani pulite”. Maurizio Piccione, esponente di uno dei movimenti , ha ricostruito oggi davanti alla stampa quanto accaduto ieri in Valle.

“Dopo che le forze dell’ordine ci hanno aggredito a colpi di lacrimogeni, pietre e getti di idranti – ha proseguito Piccione – ci siamo difesi come abbiamo potuto, non ci è rimasto altro da fare che continuare a difenderci”.

Per Lele Rizzo, invece, un altro dei portavoce del movimento No Tav, “ieri è stato compiuto uno dei passaggi più’ alti della storia politica italiana. Il nostro modo di agire è quello della resistenza popolare”.

Senti l’intervista con Lele Rizzo.

Il bilancio ufficiale alla fine dell’ continuo al cantiere di ieri, militarizzato da oltre 2000 agenti, è intanto attestato a 223 feriti tra i manifestanti e di 4 persone arrestate e una denunciata. Per loro oggi il ministro Maroni ha già emesso la condanna, trasformandosi in poche ore da esponente di un partito pronto a rievocare ogni tanto la farsa delle “200mila doppiette bergamasche pronte alla secessione” a pm, giudice e boia: per Maroni infatti “si può ipotizzare per i manifestanti anche il reato di tentato omicidio perchè la loro era una violenza eversiva e aggiungo di stampo terroristico”.

Le parole del Viminale sono riprese oggi da tutti i media mainstream: da Repubblica al tg3, senza nemmeno considerare le reti Mediaset o il tg1 di Minzolini, la vulgata che va per la maggiore ha già stabilito con certezza cosa è accaduto ieri in Val di Susa: da un lato la “legge”, difesa da poliziotti, celerini e reparti scelti dei carabinieri (i “Cacciatori di Sardegna”), dall’altra una massa di “utili idioti” – i No Tav – strumentalizzati da infiltrati e black bloc, arrivati da mezza Europa.

Tutto chiarito, quindi? Non proprio. Gli effetti speciali della repressione – mediatica e fisica – non riescono a coprire i lividi sui corpi dei manifestanti. Fra le decine e decine di feriti e intossicati, in gran parte non passati dagli ospedali per la paura di essere bloccati dagli agenti, due storie stanno in queste ore mostrano quanto poco credibile sia la versione ufficiale. Partiamo dalla denuncia video di Fabiano di Bernardino, attivista del centro sociale Tpo di Bologna pestato ieri a . “Sono stato massacrato di botte – ha detto Fabiano ai giornalisti – , poi mi hanno sputato e versato l’urina addosso quando ero steso sulla barella, e infine mi hanno lasciato tre ore sotto il sole prima di portarmi via in ambulanza”. L’attivista si trova al Cto di Torino con  fratture a radio e ulna, setto nasale e lividi in tutto il corpo.

Denuncia analoga arriva anche dall’ospedale di Susa, dove migliorano le condizioni di Jacopo Povelato, il diciannovenne studente veneziano ferito ieri da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo dalla polizia durante l’assedio. “Il ragazzo adesso respira – racconta il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia, vicino ai movimenti – e parla regolarmente. C’é una costola rotta e due lesioni interne con ematomi che interessano il fegato e un rene”. “I candelotti sparati a distanza ravvicinata – accusa Caccia – sono stati utilizzati come proiettili impropri e le conseguenze per Jacopo potevano essere ben peggiori”.

Infine, il camper bruciato oggi a Chiomonte, appartenente al movimento no Tav. “L’hanno incendiato gli operai dell’Italcoge (la ditta incaricata dei lavori preliminari per il cantiere della Maddalena), protetti dalla polizia”: a dirlo é l’accusa lanciata da Francesco Richetto, uno degli esponenti dei movimenti No Tav, durante la conferenza stampa indetta sotto la tenda del nuovo presidio per fornire la loro versione della
domenica di violenza in Valle di Susa.

Clicca qui per ascoltare le analisi e le testimonianze raccolte oggi dalla nostra Redazione sull’assedio di ieri in val di Susa.

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