Notizia scritta il 09/11/11 alle 18:42. Ultimo aggiornamento: 10/11/11 alle: 16:41
SI CONCLUDE IL TRASFERIMENTO DEI PROFUGHI DI MONTACAMPIONE.
Dopo cinque mesi a 1800 metri di altezza si concluderà giovedì 10 novembre il trasferimento di tutti i profughi di Montecampione, che dal giugno scorso vivevano nel residence Le Baite. Una località e una struttura che fin da subito si è dimostrata inidonea ad ospitare 110 persone, sbarcate nelle settimane precedenti a Lampedusa, provenienti dalla Libia, ma originarie di diversi paesi africani. Una struttura a 1800 metri di altezza inadatta a garantire i servizi minimi di accoglienza e di informazione legale. Fin da subito le diverse realtà della Vallecamonica si sono attivate per reperire e portare ai profughi i beni primari fondamentali di cui avevano bisogno come kit igenici, scarpe, felpe e giubbini per potersi coprire. Il residence a Montecampione era stato individuato inizialmente come struttura temporanea per ospitare gli immigrati, ma ciò non è accaduto e per cinque lunghi mesi i profughi hanno vissuto isolati e abbandonati dalle istituzioni a 1800 metri di altezza. Solo grazie all’impegno della cooperativa K-pax e del centro Sprar di Breno, in collaborazione con i volontari di diverse realtà bresciane e la Cgil si è riusciti ad avviare un progetto di microaccoglienza diffusa sul territorio bresciano. In questi mesi i profughi che viveva a Montecampione, ma anche in altre zone come la Val Palot, sono stati progressivamente spostati e alloggiati in piccoli gruppi nei paesi della valle che si sono resi disponibili a collaborare. Ora in questi stessi comuni i profughi sono seguiti legalmente per ottenere il permessi di soggiorni per richiedenti asilo politico, frequentano corsi di alfabetizzazione e vengono inseriti nella vita quotidiana delle comunità.
Ascolta le considerazioni di Liliana Fassa, Cgil Sebino Vallecamonica.
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