Notizia scritta il 30/11/11 alle 10:42. Ultimo aggiornamento: 01/12/11 alle: 12:31

CAVE,DISCARICHE,BREBEMI E TANGENTI. MANETTE A FRANCO NICOLI CRISTIANI, RAS BRESCIANO DEL CENTRODESTRA.

Il vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani, numero due del Pdl lombardo e ras delle tessere nel bresciano, è stato arrestato all’alba dai carabinieri di Brescia nella sua casa di Mompiano e condotto nella caserma di piazza Tebaldo Brusato.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100mila euro, trovati in casa di Nicoli Cristiani, per ammorbidire i controlli in materia ambientale.

I reati contestati sono traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione, e in manette è finito pure il numero uno dei coordinatori staff dell’Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambiente, Giuseppe Rotondaro, a cui sono stati sequestrati 10mila euro.

Colpito anche il gruppo Locatelli, attivo nello sfruttamento di cave e discariche nella Bergamasca. In carcere otto imprenditori del gruppo fra cui Andrea Oldrati, titolare di Terra Verde, società consulenza ambientale dei Locatelli.

Secondo l’indagine, cominciata otto mesi fa attraverso alcune intercettazioni telefoniche e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, lo scherma della truffa era piuttosto lineare. Rifiuti non trattati come cellophane, legno, trucioli e scarti di acciaieria usciti da un impianto di rifiuti a Calcinate (Bergamo) andavano a costituire il 95% del bitume necessario a sedimentare l’asfalto di Brebemi nei cantieri di Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo). Impianto e cantieri sono stati sequestrati, al pari della cava di Cappella Cantone (Cremona) che la Regione vuole da anni trasformare in discarica di amianto, nonostante la durissima opposizione popolare. La cava di Cappella Cantone e la costituzione della discarica servivano al gruppo, secondo i pm, come base finanziaria necessaria ad ottenere crediti e mantenere attiva la rete imprenditoriale che garantiva poi il business sui rifiuti.

L’operazione dei carabinieri di Brescia, supportati da 150 esponenti dei Ris e da un elicottero alzatosi da Orio al Serio, ha portato all’arresto non solo di Nicoli, del funzionario Arpa e degli esponenti del gruppo Locatelli ma pure altri imprenditori, politici e funzionari pubblici, tutti collegati agli affari sporchi che in Lombardia muovono milioni di euro a cavallo fra rifiuti, cave, discariche e grandi opere inutili.

Il nome forte dell’inchiesta rimane comunque quello di Nicoli Cristiani è considerato uno degli esponenti di punta del centrodestra lombardo in generale e bresciano in particolare, contestato da anni da ambientalisti e opposizione sociale per il ruolo determinante nel seppellire la Regione sotto una coltre di cave, discariche e grandi opere inutili, Brebemi in testa. Nel corso degli ultimi anni Nicoli era stato prima assessore all’ambiente, quello che si occupa proprio di cave e discariche, e poi assessore al commercio.

Abbiamo raccolto alcuni commenti a caldo:

Il commento di Luciano Muhlbauer, già consigliere regionale e ora coordinatore meneghino di Rifondazione

Il commento di Mariella Megna, del comitato antiamianto di Cappella Cantone

Ancora Mariella Megna che ricostruisce le denunce del Comitato antidiscarica di Cappella Cantone

Il commento di Giulio Cavalli, consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà

Il commento di Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia

Il commento di Claudio Bragaglio, consigliere comunale del Pd a Brescia

Il commento di Ezio Locatelli, segretario provinciale bergamasco di Rifondazione Comunista.

NDRANGHETA - Sempre dalla Lombardia, ma questa volta da Milano, arriva oggi la notizia di un’altra inchiesta di peso che riguarda un consigliere regionale del PdL oltre a giudici e fiamme gialle. Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria e’ stato invece arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano. L’ accusa è corruzione, favoreggiamento, rivelazione del segreto d’ ufficio con l’aggravante di aver agevolato le attività della ‘ndrangheta. Dieci i provvedimenti cautelari emessi nell’ indagine: fra gli arrestati il consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli (Pdl). Fermato un avvocato di Palmi e perquisiti altri due. In carcere pure un militare della Gdf e perquisito un altro giudice di Palmi.

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