Notizia scritta il 29/12/11 alle 11:37. Ultimo aggiornamento: 30/12/11 alle: 12:01

OCCUPY LIBERAZIONE: OCCUPATA LA REDAZIONE DEL GIORNALE

In evidenza ancora la vertenza sulla decisione di chiudere il quotidiano Liberazione dal primo gennaio, decisione presa dalla società editrice a seguito dei tagli decisi dal governo al Fondo per l’Editoria. L’assemblea permanente di Cdr e Rsu del giornale ha iniziato da ieri notte una occupazione aperta della redazione, ribattezzata Occupy Liberazione. L’obiettivo, scrivono in una nota, è continuare a far vivere il giornale. “Dopo la rottura del tavolo sindacale, avvenuta ieri in seguito alla decisione unilaterale e irremovibile della Mrca spa (socio unico il Partito della Rifondazione comunista) di sospendere le pubblicazioni cartacee dal primo gennaio prossimo, l’obiettivo di giornalisti e poligrafici è quello di continuare a fare il giornale, continuando a lavorare tutti, come previsto dai contratti di solidarietà firmati a luglio”, scrivono Cdr e Rsu.

I motivi di questa occupazione sono due, e vengono illustrati in un comunicato che si trova sul sito internet di Liberazione. Un primo motivo è simbolico, scrivono. Si tratta di rimarcare il fatto che “Liberazione non è proprietà privata di nessuno ma appartiene a una grande collettività, stratificata e composita, formata dai lettori, dai militanti di Rifondazione, da tutti quelli e quelle che il giornale hanno fatto negli anni, dai diversi direttori che lo hanno guidato dai tantissimi pezzi di società e movimenti che il giornale ha raccontato”. Un secondo motivo pratico: “chiedere all’editore di riconsiderare le proprie posizioni e venire a costruire nel confronto almeno una soluzione-ponte di un mese, per farsi trovare ancora vivi dalla riforma e dagli stanziamenti del governo”.

Sentiamo dalla redazione occupata Carla Cotti del Cdr di Liberazione

Questa mattina giornalisti e lavoratori di Liberazione si sono anche recati in presidio fuori da Palazzo Chigi, in occasione della conferenza stampa indetta dal Presidente del Consiglio Monti per illustrare le cosiddette misure per la crescita. Obiettivo del presidio: spingere affinchè il governo ritiri i tagli al Fondo Unico per l’Editoria.

Il collegamento con  Guido Caldiron , della redazione e del Cdr di Liberazione che ci racconta del presidio di questa mattina davanti a Palazzo Chigi e dell’occupazione della redazione

Un appello al salvataggio della testata arriva da Alberto Burgio professore di filosofia all’universita’ di Bologna

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