Notizia scritta il 03/01/12 alle 11:29. Ultimo aggiornamento: 04/01/12 alle: 10:25
CRISI: A PAGARE, E CARO, SONO I SOLITI NOTI
“Non pagheranno sempre i soliti”. Così il premier Monti commentava, negli ultimi giorni del 2011, il cosiddetto decreto Salva Italia. Il 2012, però, sembra aver portato via assieme all’anno vecchio anche le parole – al vento – del neopresidente del Consiglio. Vedere, per credere, l’ennesimo balzello che l’attuale esecutivo ha ereditato dal duo Tremonti – Maroni ed che entrerà in vigore a fine gennaio, colpendo chi tradizionalmente è più debole e senza voce nei confronti dello stato: i lavoratori migranti. Pubblicata in Gazzetta ufficiale la norma che prevede un incremento pesantissimo dei balzelli legati al tortuoso iter per l’ottenimento del permesso di soggiorno. A partire dal 2012, i migranti si ritroveranno a pagare dagli 80 ai 200 euro in più fra tasse, bolli e aggiunte varie. Beffa nella beffa: i soldi ricavati andranno al Viminale per organizzare i migranti di chi, senza aver commesso alcun reato, si ritrova sprovvisto di permesso, oltre che per il funzionamento degli Uffici Immigrazione, da sempre sottorganico e accusati da migranti e antirazzisti di evadere le pratiche con tempi elefantiaci. Il servizio con Marco Paggi , dell’Asgi. I migranti, nuovamente spremuti dallo Stato, dovranno recuperare i soldi per i nuovi balzelli in uno scenario di guerra sociale per le classi meno abbienti del nostro Paese, indipendentemente dalla nazionalità scritta sul passaporto. Occupazione, casa e carovita strangolano infatti tutti e tutte in maniera indistinta. Le nuove tasse su gas, luce e pure sulle vincite a premi fanno il paio oggi con il nuovo incremento della benzina, dovuta alle accise regionali sbloccate dal governo (cosiddetto) tecnico. Oggi un litro di verde è arrivato a costare, in Centro Italia, qualcosa come 1,8 euro. Il momento dei conti di fine mese, per italiani e migranti, assume così sempre più i toni del dramma. Rosario Trefiletti , presidente di Federconsumatori.
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