Notizia scritta il 01/02/12 alle 19:15. Ultimo aggiornamento: 01/02/12 alle: 19:15

LAVORO: ALLARME CGIL, DISOCCUPAZIONE REALE AL 11.4%

Dopo il decreto sulle liberalizzazioni al centro dell’attenzione ora vi è la riforma del mercato del lavoro. Questa mattina si è svolto un incontro iniziale tra confindustria e sindacati in vista del tavolo di domani con il ministro del lavoro Elsa Fornero. L’incontro è terminato nel primo pomeriggio dopo 5 ore di confronto e non ha prodotto, come prevedibile, un testo unico.

Diverse le questioni che andranno affrontate: dalla riduzione delle oltre 40 forme contrattuali che esistono attualmente, agli ammortizzatori sociali. Ma anche i 70 mila lavoratori che rischiano di restare schiacciati tra vecchia e nuova previdenza e che potrebbero presto trovarsi senza o mobilità. Ultimo, ma non ultimo l’articolo 18 con il governo che da settimane continua a dire che non devono esiste tabù  e che quindi sarebbe pronto anche a mettere mano all’articolo 18, mentre i sindacati continuano a rispondere in modo univoco che non è assolutamente merce di scambio.

Perentoria è stata anche la risposta sulle pensioni del ministro Fornero: non ci sarà nessun dietrofront. Affermazioni che non piacciono ai sindacati che invece considerano ancora aperta la discussione in materia previdenziale. ” La Fornero sa benissimo che le scelte fatte  con la riforma delle pensioni aprono ulteriori e seri problemi in termini di e di prospettive per i lavoratori ” queste le dichiarazioni di Susanna Camusso che si è detta inoltre dispiaciuta per le affermazioni inflessibili del ministro, anche perché “é aperta una discussione in Parlamento sulle correzioni di quella riforma”.

Certo è che la situazione occupazionale in Italia resta critica. Secondo l’osservatorio della nazionale nel 2011 la somma del numero dei disoccupati, degli inattivi e dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore è arrivata a sfiorare i tre milioni. I più colpiti sono i giovani, che per il quarto mese consecutivo fanno registrare un tasso di senza lavoro sopra il 30%. La sola ricetta per scongiurare questa disoccupazione di massa, secondo il sindacato, è introdurre  politiche industriali  che puntino alla riqualificazione del sistema per consentire alle imprese innovazione e sviluppo. Ma fronte di questo massacro sociale, l’unica controproposta dell’esecutivo sarebbe,  invece, l’istituzione del cosiddetto contratto unico, che prevede comunque la possibilità di licenziare nei primi tre anni di lavoro. Sentiamo il commento a questi dati di Giancarlo Battistelli dell’ osservatorio sulla cassa integrazione e curatore di questa ricerca. Ascolta

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