Notizia scritta il 06/02/12 alle 19:30. Ultimo aggiornamento: 06/02/12 alle: 19:30

SIRIA: PARALISI ONU, SUL CAMPO CARRI ARMATI IN AZIONE

Nel week end, il presidente Bashar Al ha scampato la condanna dell’Onu grazie al veto di e Cina. Oggi, Damasco cerca di chiudere la partita con i ribelli attraverso l’offensiva militare più massiccia degli ultimi mesi. Blindati, carri armati e militari fedeli al governo baathista sono scesi in campo a centinaia contro i ribelli, in particolare a , bombardata a colpi di mortaio. Colpito anche un ospedale da campo. Mezzi dell’esercito siriano hanno preso d’assalto anche la città di Zabadani, nella provincia di Damasco. Attacco militare pure a Daraya, sempre nei pressi della capitale. Per l’opposizione siriana, almeno 51 i morti, confermati dal segretario generale della Lega araba Nabil el Araby che ha condannato i bombardamenti lealisti in affermando: “un’escalation militare potrebbe generare una di proporzioni regionali”.

Sul fronte diplomatico, invece, il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha dichiarato che la possibilità di espellere gli ambasciatori siriani “é oggetto di concertazione tra i paesi Ue”. L’annuncio è arrivato al termine dell’incontro con il premio Nobel per la Pace yemenita Tawakol Karman, che aveva chiesto all’Occidente la cacciata dei diplomatici siriani. Il presidente Barack Obama ha invece ribadito in un’intervista alla Nbc la propria linea: ” E’ molto importante – ha detto Obama -che la crisi della Siria sia risolta senza un intervento militare. La strada da seguire è quella delle sanzioni, per fare pressione su Assad e favorire la costituzione di un governo di transizione”. A pochi mesi dalle presidenziali statunitensi dell’autunno 2012 e con il pantano libico ancora ben impresso nella memoria, l’Occidente non pare quindi avere intenzione di aprire un nuovo fronte di guerra alle porte dell’Iran, dalle conseguenze imprevedibili. Il terreno di scontro, al momento, è quello delle ambasciate: gli stessi , oggi, hanno deciso di chiudere i loro uffici a Damasco per motivi di sicurezza, chiedendo ai cittadini di andarsene.  Ma qual’è la situazione oggi a Damasco? Miriam, freelance italiana in ingognito che si trova in Siria. Ascolta

L’analisi di Germano Dottori, docente di studi strategici e di geopolitica all’università Luiss di Roma. Ascolta

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