Notizia scritta il 09/02/12 alle 17:56. Ultimo aggiornamento: 10/02/12 alle: 13:29
NO TAV: TRASFERITI IN CARCERI SEPARATE I COMPAGNI TORINESI
Ancora repressione sul movimento No Tav Il Tribunale del Riesame di Torino ha respinto la richiesta di scarcerazione di due compagni piemontesi, Luca Cientanni e Giorgio Rossetto, di Askatasuna, arrestati dal 26 gennaio scorso e detenuti a Torino. Per altri due No Tav indagati invece, Federico Guido e Zeno Rocca, ai domiciliari.
I cinque detenuti No Tav detenuti nel carcere di Torino sono stati inoltre tutti trasferiti: Giorgio a Saluzzo, Mambo ad Alessandria, Luca a Cuneo, Tobia a Ivrea e Iacopo ad Alba. Il provvedimento è arrivato dopo la protesta messa in atto martedì sera al termine dell’ora d’aria, quando alcuni detenuti fra cui Giorgio e Tobia si erano rifiutati di fare ingresso nelle loro celle denunciando le gravi condizioni di agibilità interna del carcere delle Vallette, obsoleto e sovraffollato. La notizia del trasferimento non è stata annunciata nemmeno agli avvocati difensori: “Oggi – si lamenta ad esempio Claudio Novaro, legale di Imperato – avrei dovuto parlare col mio cliente in vista dell’udienza del tribunale del riesame di lunedì e invece ora mi è impossibile farlo”. Lele Rizzo, movimento No Tav e c.s. Askastasuna di Torino.
Non solo repressione: la lotta No Tav raccoglie anche tanta e illustre solidarietà alla propria causa. Sono infatti diventati ben 360 i docenti universitari firmatari dell’appello che chiede al governo di bloccare l’opera inutile perchè dannosa e inutile. Il documento, scritto da Sergio Ulgiati, dell’Università di Napoli; Ivan Cicconi, esperto di infrastrutture e appalti pubblici; Luca Mercalli, della Società meteorologica italiana e Marco Ponti, del Politecnico di Milano è stato spedito oggi a Monti. Oltre a che “a rimettere in discussione in modo trasparente e oggettivo la necessità dell’opera”, i firmatari chiedono al governo di rivedere “l’applicazione di misure di sorveglianza di tipo militare dei cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, anche per dimostrare la capacità dell’Italia di instaurare un vero dialogo con i cittadini”. Sentiamo Ivan Cicconi, uno degli estensori
Proprio il taglio della spesa pubblica per le “inutili” grandi opere (Tav e Ponte stretto di Messina su tutte), assieme alla parità di diritti tra lavoratori italiani e migranti, diritto all’asilo ai rifugiati, cittadinanza per i nati in Italia e abolizione della tassa sul rinnovo e rilascio del permesso di soggiorno saranno alcuni dei temi al centro della quarta “giornata della collera”, organizzato a Milano dalla Confederazione unitaria di base (Cub) sabato prossimo. Il corteo partirà alle 15 da largo Cairoli. La protesta nasce “contro la politica del Governo Monti, il taglio alle pensioni, ai servizi sociali, alla sanità e in modo diretto e indiretto ai salari”. La Cub “chiama alla lotta” per l’introduzione di una patrimoniale sui grandi patrimoni, misure drastiche contro evasione fiscale, lavoro nero, infortuni sul lavoro, taglio delle spese per la difesa, potenziamento della sanità pubblica e difesa dell’articolo 18.








