Notizia scritta il 15/02/12 alle 13:08. Ultimo aggiornamento: 16/02/12 alle: 13:36

ECONOMIA: ITALIA IN RECESSIONE, IL GOVERNO TAGLIA LE SPESE DELLA DIFESA?

L’ torna in dopo poco più di due anni. Il prodotto interno lordo nel quarto trimestre 2011 è infatti diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e dello 0,5% su base annua. Nella sua stima preliminare, l’Istat rileva che il paese chiude il 2011 con un Pil in aumento dello 0,4%. La crescita risulta così in forte frenata: nel 2010 era stata pari all’1,4%. Il debito pubblico italiano a dicembre 2011 è invece cresciuto di 55 miliardi rispetto alla fine del 2010, pari al 3%.A dirlo in questo caso la Banca d’Italia, secondo cui le entrate tributarie nel 2011 sono aumentate dell’ 1,6%.

L’Italia fa peggio degli altri ‘stati occidentali’ in tema di crescita.    Negli Stati Uniti – secondo quanto riporta l’Istat nella stima preliminare diffusa oggi – nel quarto trimestre il Pil è aumentato dello 0,7% mentre è diminuito dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone.  Inoltre, oggi, anche Germania e Francia hanno reso noti i dati sull’ultimo trimestre del 2011, segnando la prima un calo congiunturale dello 0,2% e la seconda, a sorpresa, un rialzo dello 0,2%. Peggiore a confronto con l’Italia è, invece, la situazione della Grecia, giunta al quinto anno di recessione.

A tenere banco oggi in Italia ci sono invece le asserite riduzioni nelle spese militari. “Oggi ci sono 183mila militari e 30mila civili: occorre scendere verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità”.  Lo ha detto il ministro della , Giampaolo Di Paola, secondo cui in 10 anni per ammiragli e generali ci sarà una riduzione del 30%, così come una riduzione riguarderà, in 5-6 anni, le strutture della . De Paola ha però confermato la “strategicità aerotattile”, così la definita, del programma Joint Strike Fighter, quello che prevede l’acquisto da parte di Roma di ben 131 caccia F35, già costati 2,5miliardi di euro e ancora tutti da pagare. Unica minima concessione: una riduzione di 40 unità.

De Paola ha poi aggiunto che sarà ridotto il numero di basi militari, caserme ed enti nel Paese aprendo ad “un importante piano di dismissioni di immobili ed infrastrutture; la riduzione di brigate, mezzi pesanti, elicotteri, pattugliatori, sommergibili e cacciamine. Ai nostri microfoni Massimo Paolicelli, della Rete italiana per il Disarmo.

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