Notizia scritta il 23/04/12 alle 11:24. Ultimo aggiornamento: 24/04/12 alle: 11:32

FRANCIA: SOCIALISTI IN VANTAGGIO, MA AVANZA L’ESTREMA DESTRA

Il candidato socialista Francois Hollande con il 28,63% delle preferenze è in testa alla presidenziali francesi dopo il primo turno di ieri. Al secondo turno, il sei maggio, Hollande sfiderà l’uscente Nicolas Sarkozy, che con il suo 27,18% si ferma un punto e mezzo sotto. Il Presidente uscente, rispetto al 2007, perde 4 punti percentuali e due milioni di voti, anche se il suo risultato non è il tracollo annunciato dai sondaggi. Nel confronto con cinque anni fa, Sarkozy non conquista comunque nessun dipartimento in più, mantenendo le proprie posizioni nell’Est, in Corsica e nel centro-nord. I socialisti, invece, confermano la maggioranza relativa in Bretagna, nel Sud (ad eccezione della costa mediterranea) e nei Pirenei. Hollande poi strappa a Sarzoky 35 dipartimenti. Al centrosinistra, per la prima volta nella storia della V Repubblica, vira il centro di Parigi. Altre conquiste di Hollande sono il nord operaio, dalla Somme al Pas de Calais, oltre al cuore del paese, come la zona della Loira e la Garonna, e i possedimenti caraibici, dalla Guyana alla Martinica.

L’alta astensione annunciata alla vigilia non c’è stata e l’affluenza alle urne si è attestata intorno all’80%, segnando il secondo miglior risultato degli ultimi anni nel paese. I molti delusi, specie a destra, hanno consegnato un risultato sopra le attese per l’estrema destra del Front National. La candidata, Marine Le Pen, Con poco meno del 17,9% delle preferenze raccoglie un preoccupante consenso per il partito xenofobo e  populista della destra radicale francese, che per la prima volta nella sua storia si avvicina al 20%. I risultati migliori, per l’estrema destra populista, arrivano dalla Francia rurale e dalle tradizionali roccaforti del sudest, come la Provenza. Nel dipartimento di Nimes, ad esempio, la Le Pen è addirittura la candidata più votata, davanti a Sarkozy. Il commento di Nadia, radio Paris Frequence Plurielle. Ascolta

Quarto posto invece per il candidato del Front de Gauche Mèlenchon, fermo poco sopra l’11%. Un dato inferiore rispetto agli ultimissimi sondaggi, che lo davano  addirittura al 13%, ma che comunque rilancia la sinistra francese, segnando il miglior risultato degli ultimi trent’anni. Era infatti dal 1981, quando il leader comunista Georges Marchais arrivò al 15%, che un candidato più a gauche dei socialisti non arrivava a superare il 10%. Danièle Atalà, militante del FdG e  membro dell’organizzazione della campagna Mèlenchon. Ascolta

Dietro Mèlechon il centrista Bayrou, fermo al 9,1%. Guardando sempre a sinistra, Eva Joly di Europe Ecologie raccoglie poco meno del 3%, mentre Philippe Poutou  dell’ Npa, Nuovo partito anticapitalista, arriva all’1,2%. Nathalie Artaud, di Lutte Ouvriere, invece, ha ottenuto lo 0,6%.

Adesso i riflettori sono puntati sul ballottaggio tra due settimane. Hollande si presenta  favorito, con il 56% delle preferenze di voto, potendo contare sul miglior risultato per un socialista dal 1988 e sull’appoggio che giunge dai candidati alla sua sinistra. Sarkozy invece non potrà contare sul sostegno di Marine Le Pen, che non ha intenzione di dare indicazioni di voto puntando su una sconfitta dei conservatori in modo da presentarsi, dopo il voto del secondo turno, in vantaggio nella prevedibile guerra che si scatenerà a destra. Ma a sinistra cosa succederà? Sauro, nostro collaboratore ed esperto di questioni internazionali. Ascolta

Lanalisi del voto con Enrico Riboni, nostro collaboratore da Parigi

Da Parigi, il commento di André Frys del direttivo di Lutte Ouvrière.

Ascolta l’analisi del voto di Cesare Piccolo, giornalista freelance.

Ascolta la seconda parte dell’analisi di Cesare Piccolo, giornalista freelance.

Ascolta il commento di Cristophe Ventura, Front de Gauche

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