Notizia scritta il 21/06/12 alle 13:31. Ultimo aggiornamento: 21/06/12 alle: 13:31
GIU’ LE MANI DALLA 194!
Un nuovo attacco alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il fronte compatto contro l’autodeterminazione e i diritti delle donne ha sferrato negli ultimi giorni una nuova offensiva. Questa volta lo fa attraverso il giudice tutelare di Spoleto che, a fronte della determinazione di una 17enne presentatasi al consultorio con la volontà di abortire, ha sollevato incidente di costituzionalità appellandosi a quanto indicato dalla Corte europea per i diritti dell’uomo sulla tutela assoluta dell’embrione umano. Secondo questo giudice la facoltà prevista dall’articolo 4 della legge 194 di procedere volontariamente all’interruzione di gravidanza entro i primi 90 giorni dal concepimento comporterebbe “l’inevitabile risultato della distruzione di quell’embrione umano che è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto”. Torna dunque il cavallo di battaglia anti-abortista secondo il quale l’embrione, anche nei primi tre mesi dal concepimento, sarebbe da considerarsi una persona a tutti gli effetti. Sarà…tant’è che, invece, la corte costituzionale ha respinto, ieri, mercoledì 20 giugno, l’istanza del giudice in questione, non ritenendola nemmeno degna di un dibattimento. Se, da un lato, ci si può godere questa buona notizia per chi lotta per l’autodeterminazione e per i diritti delle donne, dall’altro si registra comunque l’ennesimo attacco alla legge 194. Legge varata il 22 Maggio del 1978 e che da allora è stata troppo spesso al centro di attacchi e polemiche. Ascoltiamo la trasmissione con i contributi di compagne ed esponenti dei movimenti femministi oltre al commento giuridico sul pronunciamento della corte del costituzionalista, docente all’università di Brescia, Antonio d’Andrea. Ascolta










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