Notizia scritta il 26/06/12 alle 16:15. Ultimo aggiornamento: 27/06/12 alle: 10:45

CRISI: L’EUROPA VERSO IL VERTICE DI FINE GIUGNO, NEL VECCHIO CONTINENTE IN ASCESA IL POPULISMO DESTRORSO

Corsa a ostacoli, vertice dopo vertice, summit dopo summit, per i cosiddetti “grandi” dell’Eurozona impegnati a cavare un qualche coniglio dal cappello in vista del Consiglio europeo di giovedì a . Dopo l’incontro fra i premier di , , Francia e Spagna tenutosi due giorni fa a Roma, oggi tocca ai relativi ministri delle finanze che nel pomeriggio si vedranno a Parigi. L’obiettivo è sempre quello, sempre più irraggiungibile: trovare una quadra in vista di Bruxelles. All’incontro francese sarà presente anche il commissario europeo Olli Rehn.

Fra le proteste in ballo l’aumento di capitale della Banca europea d’investimenti, per rafforzare la capacità di prestito dell’istituto portandola a 60 miliardi di entro l’anno. Sempre entro il 2012 la Ue dovrà dotarsi di un meccanismo di messa in sicurezza del sistema bancario, creando uno schema comune per le garanzie sui depositi, e un fondo comune con poteri di risoluzione per la gestione delle . “La nuova Unione europea – si legge in una bozza preparatoria in vista del 28 giugno – sarà più integrata e basata su quattro mattoni: integrazione finanziaria, di bilancio, economica e democratica”.

Altri pezzi della bozza vengono invece ripresi oggi dal quotidiano economico conservatore Financial Times, e delineano tutt’altra situazione. L’ potrebbe infatti riscrivere le Finanziarie dei Paesi dell’Eurozona che in futuro violeranno le regole su deficit e . La durissima possibile stretta sugli Stati non virtuosi – scrive il Financial Times – sarebbe un vero e proprio ‘commissariamento’, da unire al già contestatissimo pareggio di bilancio, il “fiscal compact”. Gli “emendamenti” europei alle manovre messi a punto dalla Commissione Ue dovranno essere votati da tutti i Paesi europei e saranno formulati sotto forma di ‘raccomandazione’. Raccomandazione che però dovrà di fatto essere adottata, pena pesanti sanzioni economiche.   Infine, le resistenze tedesche avrebbero avuto la meglio alle pressioni italiane, spagnole e francesi: il rapporto non parla infatti di eurobond, ma individua una serie di passi intermedi, compresa una limitata condivisione del debito a breve termine: la cosiddetta strategia degli ‘eurobill’.

Giovedì, a Bruxelles, non ci saranno solo i Grandi. Una trentina di realtà sociali e politiche – da “Sbilanciamoci!” a “Il Manifesto”, fino ai Verdi e a Sinistra Unita Europea – organizzano il Forum “Un’altra strada per l’Europa”.

Le valutazioni di Mario Pianta, docente di politiche economiche all’Università di Urbino e editorialista del “Manifesto”. Mario Pianta interviene anche sui temi e le proposte del Forum “Un’altra strade per l’Europa”.

Nell’Europa della crisi economica non si ferma l’ascesa dei populismi. Sulla loro entità, e sui loro legami con la destra neofascista e neonazista in Europa e in Italia abbiamo intervistato Elia Rosati, di Milano in Movimento e nostro collaboratore.

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