Notizia scritta il 29/06/12 alle 11:20. Ultimo aggiornamento: 02/07/12 alle: 13:13
CRISI: “MERKEL BATTUTA”, MA HA VINTO QUALCUNO?
Alla fine l’accordo è arrivato. Se si tratti di un’intesa “storica”, come dicono i media mainstream, o dell’ennesimo provvedimento di corto respiro, lo diranno le cronache dei prossimi giorni. Quel che è certo è che dopo una lunga trattativa – sbloccatasi nella notte dopo la minaccia di un veto di Italia e Spagna sull’ intero pacchetto di misure, incluso il piano crescita da 120 miliardi di euro – i leader europei riuniti in conclave a Bruxelles hanno raggiunto un compromesso partendo dalla proposta italiana di uno scudo anti-spread a protezione dei paesi vulnerabili. Il pacchetto apre alla ricapitalizzazione diretta delle banche private con soldi pubblici, tramite il fondo europeo salva stati. Lo scopo, esplicito, è ancora una volta quello di rassicurare chi questa crisi l’ha creata e alimentata, traendone profitti speculatori miliardari: la finanza internazionale e i mercati. Buona l’iniziale reazione delle borse, compresa Milano, sollevata soprattutto dalle dichiarazioni di Mario Draghi della Bce che si è detto “molto soddisfatto” dell’accordo, e da quelle di Mario Monti, secondo cui “per ora Roma non farà ricorso allo scudo antispread”.
Angela Merkel per ora mastica amaro, messa all’angolo da Roma e Madrid, con la regia di Parigi. La cancelliera si è dovuta accontentare, si fa per dire, di mettere i soldi nelle mani della troika Bce – Ue – Fmi, che dovrà valutare “caso per caso” l’erogazione eventuale dei fondi. Solo dopo l’ok della troika, la stessa che ha azzoppato l’economia greca ancora tramortita dalla dose da cavallo di tagli e austherity, i bond dei singoli verranno acquistati dai fondi Esm/Efsf
“Siamo tutti d’accordo ad imprimere un’accelerazione sull’Unione monetaria ed economica”, ha aggiunto poi il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy. Alle parole ora dovrà seguire un qualche fatto: le decisioni sul meccanismo anti-spread saranno infatti applicate entro l’Eurogruppo del 9 luglio prossimo, mentre la road map finale sul rafforzamento dell’Unione monetaria sarà presentata in ottobre.
Il commento di Andera Fumagalli, docente di economia politica e nostro collaboratore.
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