Notizia scritta il 20/07/12 alle 11:21. Ultimo aggiornamento: 20/07/12 alle: 11:23
SIRIA: SI COMBATTE NELLA ZONA SUD OVEST DI DAMASCO

Sono 248 le persone rimaste uccise ieri in tutta la Siria, secondo l’osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, legato agli antiAssad. Si tratta, sottolinea l’Ong, “del bilancio più pesante, per una sola giornata, da 16 mesi” di scontri. A Damasco boati e scontri nella zona sudovest, con presenza di carri armati ed elicotteri. Nella capitale la temperatura é oltre i 40 gradi e sovente ci sono interruzioni di corrente. Mancano approvvigionamenti in molti settori, e si inizia ad avvertire la penuria di pane, verdure, gas per cucinare e combustibile per i forni. I ribelli siriani avrebbero inoltre strappato all’esercito il controllo di uno dei posti di blocco tra Siria e Turchia: la prova in un video, postato su You Tube, dove i militanti esultano buttando giù il poster di Assad che campeggia sull’edificio di frontiera ad Hatay.
A livello internazionale, invece, è stallo e guerra per procura: dopo lo stop all’Onu di Russa e Cina alla risoluzione che avrebbe aperto ad un possibile sviluppo libico, gli Usa deplorano la mossa di Mosca e Pechino sostenendo di volersi muovere al di fuori delle Nazioni Unite “per il crollo di Assad”. La Russia invece continua ad opporsi ad azioni militari, facendo nel contempo pressioni su Assad. Al riguardo, oggi l’ambasciatore russo a Parigi ha sostenuto che “Assad accetta di lasciare il paese, ma in modo civile e dopo aver definito un piano di “transizione verso un regime più democratico”. La notizia, smentita da Damasco, sta comunque facendo il gior delle cancellerie occidentali.
Schierati invece, militarmente e finanziariamente, con i ribelli sono invece già diversi Stati come Turchia, Qatar e Arabia Saudita: tutte comunità sunnite, così come a maggioranza sunnita – ed in particolare la componente dei Fratelli Musulmani – ad avere di fatto il controllo del Consiglio nazionale siriano, principale organo delle elites siriane all’estero che si oppongono ad Assad. L’implosione della Siria ridisegna, aldilà dei rapporti di forza sul terreno, un nuovo Medio Oriente, anche per quanto riguarda le influenze delle potenze mondiali? Germano Dottori, docente di studi strategi alla Luiss di Roma.
L’analisi di Germano Dottori, docente di studi strategici all’Università Luiss di Roma.
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