Notizia scritta il 07/08/12 alle 15:52. Ultimo aggiornamento: 08/08/12 alle: 10:51
ILVA: TRIBUNALE CONFERMA IL DECRETO DI SEQUESTRO
Il tribunale del Riesame ha sostanzialmente confermato il decreto di sequestro delle sei aree a caldo del stabilimento siderurgico di Taranto, finalizzato però non più alla chiusura ma alla messa a norma degli impianti inquinanti. Concessa, dunque la facoltà d’uso degli impianti ma solo per l’adeguamento dei sistemi alle norme anti inquinamento. Il tribunale ha disposto che “i custodi garantiscano la sicurezza degli impianti e li utilizzino in funzione della realizzazione di tutte le misure tecniche necessarie per eliminare le situazioni di pericolo e della attuazione di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni inquinanti”. I giudici si sono espressi anche sulle richieste di scarcerazione degli otto tra dirigenti ed ex dirigenti. Ai domiciliari restano Emilio e Nicola Riva e il direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso. Gli altri cinque dirigenti sono stati scarcerati. I giudici hanno anche nominato il presidente Ilva, Bruno Ferrante, custode e amministratore di aree e impianti sotto sequestro. Proprio Ferrante, in un incontro con la Regione Puglia, ha definito quali saranno gli interventi: il campionamento delle fonti maggiormente inquinanti, con l’installazione di 4 o 5 centraline lungo il perimetro della fabbrica, interventi sulle cokerie, bagnatura dei parchi minerari e con la riduzione della velocità dei veicoli che sollevano polveri, in vista della realizzazione delle colline ecologiche che dovrebbero – teoricamente – proteggere i quartieri più a ridosso degli impianti. Un commento da Ermesto, slai cobas di Taranto
Abbiamo chiesto un commento anche a Bobo Aprile, dei Cobas di Brindisi










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