Notizia scritta il 31/08/12 alle 16:21. Ultimo aggiornamento: 01/09/12 alle: 10:46

LAVORATORI IN LOTTA TRA ESASPERAZIONE E INCONTRI

Oggi a Roma vertici sulle sarde Carbosulcis, Alcoa e Euroalluminia mentre continua la protesta dei lavoratori Alcoa a Montecitorio e al ministero dello Sviluppo Economico e quella dei minatori per il sesto giorno nei pozzi della Carbonsulcis. il ministero dello sviluppo ha confermato l’interessamento della multinazionale svizzera Glencore per la Alcoa ed ha assicurato che ‘governo e regione hanno concordato ‘la messa in sicurezza’ dei lavoratori con appositi ammortizzatori sociali. L’ottimismo governativo si scontra però con le dichiarazioni della stessa Glencore, che conferma sì il proprio interesse ma precisa di non avere presentato alcuna dichiarazione scritta: un passaggio non da poco, dato che proprio l’impegno nero su bianco, con una specifica lettera di intenti, è necessario per evitare l’avvio delle procedure di dismissione dell’impianto di produzione di alluminio. A prevederlo è l’accordo raggiunto al ministero il 27 marzo scorso.

Senza lettera d’intenti le procedure dovrebbero venir avviate da lunedì 3 settembre, primo giorno lavorativo utile dopo la scadenza ufficialmente fissata per oggi 31 agosto. Il condizionale però è d’obbligo, perchè il Ministero avrebbe intenzione di concedere un’altra settimana a Glencore per presentare un’offerta scritta. Resta da capire se l’Alcoa sarà disposta o meno al rinvio.

Fuori dai palazzi del Governo, intanto, giornata di lotta intensissima per i lavoratori Alcoa arrivati proprio a Roma. In mattinata intanto un gruppo di lavoratori si è spostato davanti alla camera dove hanno dato vita ad un assedio sonoro con fischi, caschi sbattuti sull’asfalto, per poi fare ritorno al mise dove hanno cercato di arrampicarsi al cancelli di ingresso del ministero che è chiuso e super blindato dalle forze di polizia. Due lavoratori si sono sentiti male e sono stati soccorsi. Un giovane operaio dello stabilimento Alcoa di Portovesme, con un contratto interinale che non gli è stato rinnovato, è invece salito per protesta sul tetto di un silo dello stabilimento sardo, alto 40 metri.  Dopo alcune ore l’operaio, 28 anni e padre di un bambino, che nei giorni scorsi aveva protestato davanti alla fabbrica annunciando lo sciopero della fame, è sceso convinto dai colleghi di reparto. Quale clima si respira, in Sardegna e a Roma, fra gli operai Alcoa, coinvolti in una lotta estenuante che dura ormai da anni? Angelo Diciotti, lavoratore Alcoa e segretario sardo Cub. Ascolta

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