Notizia scritta il 11/09/12 alle 08:05. Ultimo aggiornamento: 11/09/12 alle: 18:07
ALCOA: LA LOTTA NON ARRETRA. OCCUPATO IL TRAGHETTO, “ORA UN’INIZIATIVA AL GIORNO”.
Aggiornamento ore 12.00: Da Olbia i lavoratori non sono tornati verso Portovesme ma hanno puntato sul capoluogo, Cagliari, dove nel pomeriggio sono previsti due appuntamenti su Alcoa: in Prefettura si riunisce il Comitato per la sicurezza e l’ordine presieduto dal sottosegretario dell’Interno Carlo De Stefano, mentre in Consiglio regionale ci saranno le comunicazioni del governatore Ugo Cappellacci.
“Una protesta al giorno per dare un segnale al governo: non molleremo mai, Alcoa non deve chiudere”. Così i circa 400 operai della multinazionale Usa dell’alluminio con sede a Portovesme hanno replicato alle scarse novità emerse ieri dal confronto fra sindacati, proprietà, istituzioni locali e governo al Mise. Il giorno dopo la rabbia delle tute blu a Roma e gli scontri con la polizia, gli operai sardi non arretrano di un millimetro. Il traghetto che li ha riportati nella notte dal continente a Olbia è stato occupato all’alba per circa due ore: un lasso di tempo in cui, mentre sul ponte sventolava la bandiera sarda dei quattro mori, i lavoratori hanno ripercorso la giornata di ieri. Dopo l’illustrazione dell’esito dei verbali sottoscritti dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Regione Sardegna e dalla Provincia Carbonia Iglesias tra i lavoratori si è diffusa una grandissima delusione per il risultati raggiunti. Un approdo “non giudicato sufficiente” nemmeno dai sindacati, che non lo hanno sottoscritto.
Sul traghetto occupato abbiamo raggiunto Carlo Martinelli, operaio Alcoa. ASCOLTA
Sul fronte delle trattative, in mancanza di una vera azione del governo in materia di politica industriale, la sensazione è che si stia cercando di sfiancare la resistenza delle tute blu, in attesa di quella che la classe dirigente ritiene l’unica soluzione della vicenda: la chiusura di Alcoa e la liquidazione di decenni di storia, cultura e produzione operaia nel Sulcis.
Dopo l’incontro, la multinazionale americana proprietaria di Alcoa ha scritto in una nota: “al momento non c’é nessuna manifestazione di interesse accettabile”. Per consentire una continuità produttiva e occupazione, al sito é legato il destino di 800 persone (500 dipendenti diretti e 300 appaltati), i sindacati hanno subito chiesto un rallentamento del processo di spegnimento della fabbrica e l’azienda ha risposto proponendo un nuovo calendario. I lavoratori di Alcoa si sono così dovuti accontentare della promessa di uno spegnimento più graduale delle celle con l’allungamento dei tempi della fermata dell’impianto, che si spostano a metà novembre. Il fermo delle celle elettrolitiche sarebbe di fatto rallentato dai primi di ottobre al primo novembre e la fonderia resterebbe in funzione fino al 30 novembre.
Le valutazioni su quanto accaduto ieri con Roberto Puddu, segretario regionale CGil Sulcis.Ascolta.
Tag:alcoa, crisi, lavoro, occupazione, sulcis











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