Il Gatto Selvaggio (nero) e' un simbolo importante dell'anarco-sindacalismo. Il simbolo del gatto nero e selvaggio deriva dai movimenti sindacali americani, soprattutto dal piu' noto, l'I.W.W. (Industrial Workers of the World) [da: http://ita.anarchopedia.org/simbolismo_anarchico] RADIO ONDA D'URTO mostra tutte le frequenze         
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30 Lug. Ore: 13.52 - PDL: LA COPPIA SCOPPIA E L'OPPOSIZIONE STA A GUARDARE Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, terrà oggi alle 15 una conferenza stampa, dopo che l'ufficio di presidenza del Pdl, riunitosi ieri sera, lo ha invitato ad abbandonare il vertice di Montecitorio. Secondo le indiscrezioni trapelate finora, Fini non avrebbe intenzione di lasciare. I suoi deputati invece hanno già firmato una lettera di dimissioni in blocco dal Pdl. Di conseguenza nasceranno due nuovi gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, con il nome di "Azione nazionale". Nel frattempo è iniziata la conta dei parlamentari, che risulterà determinante per la sopravvivenza del governo. Oggi la maggioranza si regge su 342 deputati e 175 senatori. I numeri necessari per un governo forte sono 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. Alla Camera Fini può contare su 35 deputati: fra i nomi più noti, quelli di Barbareschi, Perina, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno e Ronchi, oltre ai tre fedelissimi Bocchino, Granata e Briguglio, già a rischio espulsione dal Pdl prima dello strappo definitivo di ieri fra Berlusconi e Fini. A Montecitorio dunque l'esecutivo sarebbe ampiamente sotto la soglia di sopravvivenza, quindi costretto a rivolgersi di volta in volta a repubblicani, liberaldemocratici e Mpa per far passare i provvedenti. In Senato invece la situazione sarebbe più tranquilla, almeno secondo i conteggi che danno a Fini soltanto 10 parlamentari. Altre statistiche invece parlano di almeno 14 finiani a palazzo Madama: in questo caso la maggioranza sarebbe in debito di un paio di voti. L'opposizione ovviamente chiede a Berlusconi di andare in parlamento. Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, stamani ha avanzato richiesta formale parlando alla Camera. Il capo del governo -ha detto Bersani- certifica in modo solenne la frattura incomponibile nel maggior partito di maggioranza: il premier ha sfiduciato il presidente della Camera arrogandosi un potere non suo, adesso venga in parlamento a spiegarci e consentire di discutere ha concluso il segretario del Pd. Vi proponiamo l'intervento di Claudio Grassi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista
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