GERMANIA: MUORE MEDIATTIVISTA DURANTE SGOMBERO POLIZIESCO DELLA FORESTA DI HAMBACH.

Foresta di Hambach, in Germania, una cinquantina di chilometri da Colonia.

AGGIORNAMENTO VENERDì 21 SETTEMBRE 2018 – E’ durata 24 ore la tregua poliziesca nella foresta di Hambach, in Germania, dopo la morte di un mediattivista, Steffen, di 27 anni, caduto da un albero alto 14 metri mentre riprendeva il tentato arresto di un altro attivista, su un ponte sospeso tra due piante della foresta che la compagnia elettrica RWE vuole abbattere per sfruttare il sottosuolo tramite una miniera di lignite.

Dal primo mattino di venerdì 21 settembre centinaia di poliziotti sono tornati nella foresta, a poche decine di chilometri da Colonia, per disbocare l’area e allontanare attiviste e attivisti, che resistono seduti per terra, cercando nel contempo di evitare i fermi. Verso mezzogiorno è iniziato lo sgombero vero e proprio. La corrispondenza dalla Germania con Oskar Pfesser, attivista italotedesco che segue la lotta della foresta di Hambach. Ascolta o scarica qui

Ancora Germania. Un incendio scoppiato nell’area di sperimentazione militare dell’esercito a Meppen, nella Bassa Sassonia, si sta espandendo pericolosamente e le autorità stanno considerando l’eventualità di evacuare i due Comuni limitrofi di Gross Stavern e Klein Stavern. La circoscrizione di Emsland ha deciso di invocare lo stato di emergenza. 714 gli ettari già andati in fumo in sole 24 ore.

AGGIORNAMENTO GIOVEDì 20 SETTEMBRE 2018 – Un mediattivista, Steffen M., è morto all’interno della foresta della Germania occidentale che ormai da una settimana è sotto sgombero, il tutto per consentire l’allargamento di una maximiniera di lignite, curato dalla compagnia energetica RWE.

Da giorni la resistenza di centinaia e centinaia di ambientalisti, tedeschi ma non solo, che nel corso degli anni hanno realizzato decine di case sugli alberi, per impedire il disboscamento di oltre 100 acri di terreno. Contro di loro, migliaia di agenti. In una di queste operazioni poliziesche, nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 19 settembre, Stephen è caduto a terra da una casa sull’albero, un’altezza di 14 metri. Ferito gravemente, è stato portato subito all’Ospedale di Colonia, dove è morto nella serata.

La corrispondenza con Oskar Pfesser, attivista italo-tedesco della foresta di Hambach. Ascolta o scarica qui l’audio di giovedì 20 settembre.

In una conferenza stampa di emergenza, il portavoce della polizia regionale ha dichiarato che “nessuna operazione era in corso nell’area in cui si è verificato l’incidente”. Secondo le forze dell’ordine, un poliziotto sarebbe arrivato ai piedi dell’albero per dare a Steffenuna scheda di memoria della fotocamera. Il giornalista è caduto mentre cercava di recuperare la scheda.

Completamente diversa la ricostruzione del collettivo ambientalista Hambi Bleibt, che significa “La foresta di Hambach deve sopravvivere”: “La Sek (unità d’élite della polizia tedesca, ndr) – denuncia – stava arrestando un attivista vicino a un ponte sospeso. Stephen stava filmando l’operazione poliziesca quando è caduto a terra”

Dopo la morte del mediattivista, le operazioni di evacuazione della foresta di Hambach sono state momentaneamente sospese. Attiviste e attivisti chiedono che lo stop diventi definitivo, per evitare altre vittime.

Nella notte in decine di città tedesche ci sono stati veglie, cortei e azioni dirette contro le sedi della compagnia RWE. Azioni dirette anche in Francia, dove la polizia, nell’ottobre 2014, uccise un altro attivista ambientalista, Rémi Fraisse, 21enne colpito da una granata esplodente  durante una manifestazione contro la diga di Sivens, nel Sud della

La foresta di Hambach è diventata negli ultimi anni il simbolo della lotta contro il carbone e la deforestazione in Germania, l’equivalente tedesco della Zad francese di Nantes. Occupato da sei anni da attivisti ambientalisti, negli ultimi mesi la compagnia energetica RWE ha accelerato il progetto di sfruttamento del sottosuolo della foresta, ricco di lignite.

Dei 4.100 ettari originariamente coperti di alberi, ora ce ne sono solo 200. In seguito al via libera della giustizia tedesca, RWE intende raderne al suolo la metà a partire dal 1 ° ottobre. La scorsa settimana il governo regionale della Renania settentrionale-Vestfalia ha lanciato l’evacuazione della Zad tedesca, ufficialmente per “alto rischio di incendio”. In realtà, si tratta di un assist ai progetti di sfruttamento della RWE.

Clicca per qui un nostro approfondimento con corrispondenze audio sulla lotta della foresta di Hambach, in Germania.

News Reporter